Infrastrutture e servizi locali post-PNRR: il futuro del PPP in uno scenario complesso

Dal 21 al 23 aprile 2026 si è svolta la V edizione di Duezerocinquezero, il Forum nazionale dedicato a energia e sostenibilità, di cui siamo Partner Tecnico Scientifico e coideatori. Il successo di questo evento rappresenta per WST una grande soddisfazione, confermando l’importanza del confronto sui temi dell’energia e della sostenibilità. Proprio a margine di queste giornate, abbiamo avuto il piacere di intervistare alcuni dei relatori e protagonisti del Forum, per approfondire determinate tematiche.
Di seguito la prima intervista.

Ne parliamo con:

Matteo Corbo
Partner – Dipartimento Administrative Law, WST Law & Tax Firm
e
Massimo Cavazzana
Vicepresidente – ANCI Nazionale

 

PPP post-PNRR

Matteo Corbo: Dopo l’esaurimento del PNRR il PPP avrà un ruolo più determinante? Le Stazioni appaltanti condividono questa percezione?

Massimo Cavazzana: Sì, questa percezione è pienamente confermata anche dal lato delle Stazioni appaltanti. Il PNRR ha rappresentato una stagione straordinaria di investimenti, ma ha anche evidenziato un dato strutturale: molti Comuni, soprattutto medio-piccoli, non dispongono di risorse sufficienti per sostenere nel tempo gli interventi su infrastrutture, servizi pubblici locali, rigenerazione urbana ed efficientamento energetico. Per questo, negli ultimi mesi ANCI ha rilevato una crescente consapevolezza: il PPP diventerà uno strumento sempre più centrale per garantire continuità agli investimenti dopo la chiusura del PNRR. Le Stazioni appaltanti chiedono però condizioni precise: • certezza normativa; • procedure semplificate; • supporto tecnico stabile; • strumenti di accompagnamento per la valutazione dei rischi. Il PPP non è una scorciatoia, ma un modello che può funzionare solo se la Pubblica Amministrazione è messa nelle condizioni di operare con competenza e sicurezza

Il PPP che funziona: le richieste dei Comuni

Matteo Corbo: La complessità tecnica del PPP è un ostacolo. Cosa chiedono i Comuni alle imprese per rendere più fluido il meccanismo di collaborazione?

Massimo Cavazzana: La complessità tecnica è uno dei principali fattori che scoraggia i Comuni, soprattutto quelli con strutture amministrative ridotte. Per questo ANCI ha raccolto richieste molto chiare da parte degli enti locali nei confronti delle imprese:
• proposte progettuali più semplici, leggibili e standardizzate, con business plan trasparenti e comprensibili;
• una chiara allocazione dei rischi, evitando operazioni sbilanciate che scaricano sulla PA oneri non sostenibili;
• maggiore supporto nella fase di co-progettazione, perché molti Comuni non dispongono di competenze specialistiche interne;
• tempi certi e interlocutori stabili, per evitare iter lunghi e discontinui;
• qualità tecnica e affidabilità finanziaria, elementi essenziali per costruire partenariati di lungo periodo.
In sintesi, i Comuni chiedono alle imprese di essere partner veri, non semplici proponenti: trasparenza, accompagnamento e chiarezza sono le condizioni per far funzionare il PPP.

Urban Vision: certezza e continuità

Matteo Corbo: Sentenza Urban Vision sulla prelazione: cosa si aspettano i Comuni dal Legislatore? I progetti in corso possono andare avanti?

Massimo Cavazzana: La sentenza Urban Vision della Corte di Giustizia UE ha creato un vuoto normativo significativo, mettendo in discussione l’istituto della prelazione e generando incertezza su centinaia di procedure in corso. ANCI ha espresso una posizione molto netta: serve un intervento legislativo urgente, che garantisca:
• certezza del diritto per amministrazioni e operatori;
• una procedura chiara e alternativa alla prelazione, che rispetti il diritto europeo, ma salvaguardi l’efficacia del project financing;
• la tutela dei procedimenti già avviati, evitando blocchi, contenziosi e perdita di investimenti.
Nel frattempo, ANCI ritiene che i progetti in corso possano proseguire, purché le amministrazioni operino con prudenza, motivino adeguatamente gli atti e mantengano un confronto costante con le autorità competenti. L’obiettivo è evitare che l’incertezza normativa paralizzi interventi strategici per i territori.

PPP ed Efficienza Energetica

Matteo Corbo: Perché il PPP è particolarmente utilizzato per i progetti di efficienza energetica? Quando è preferibile rispetto ad altri strumenti?

Massimo Cavazzana: Nel settore dell’efficienza energetica il PPP si è dimostrato uno queste caratteristiche: Risposta strumento particolarmente efficace perché consente di affrontare interventi complessi, tecnologici e con ritorni economici distribuiti nel tempo.
Secondo ANCI, il PPP è preferibile quando l’operazione presenta:
• investimenti iniziali elevati, difficilmente sostenibili con risorse comunali;
• garanzia di performance energetiche, misurabili e verificabili nel tempo;
• gestione e manutenzione pluriennale, che richiede continuità e competenze specialistiche;
• trasferimento del rischio operativo e tecnologico al partner privato;
• innovazione tecnologica, che il privato può introdurre più rapidamente.
Il PPP non è la soluzione universale, ma è lo strumento ideale quando l’intervento richiede capacità di investimento, know-how tecnico e responsabilità gestionale che non sempre i Comuni possono garantire da soli

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