Aree idonee all’installazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili. È battaglia tra Stato e Regioni

WST - 23 Marzo 2022 NEWS

L’art. 20 del D. Lgs 199/2021, che ha recepito la Direttiva 2001/2018 (nota come “Direttiva RED II”), prevede che con uno o più decreti il MITE stabilisca principi e criteri omogenei per l’individuazione delle superfici e delle aree idonee e di quelle non idonee all’installazione di impianti a fonti rinnovabili. In via prioritaria, il MITE dovrà dettare i criteri per l’individuazione delle aree idonee all’installazione della potenza eolica e fotovoltaica indicata nel PNIEC, stabilendo le modalità:

  • per minimizzare il relativo impatto ambientale;
  • per determinare la massima porzione di suolo occupabile da tali impianti per unità di superficie, nonché quella occupabile dagli impianti già installati;
  • per individuare le superfici tecnicamente disponibili.

Conformemente a quanto previsto nei decreti del MITE, le Regioni potranno individuare con legge le aree idonee. È fatta però espressa previsione che, nelle more dell’individuazione delle aree idonee, le Regioni non possano essere disporre moratorie ovvero sospensioni dei termini dei procedimenti di autorizzazione.

Ciononostante, diverse Regioni hanno promulgato o si accingono a promulgare delle leggi che prevedono delle moratorie al rilascio di autorizzazioni per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili (con particolare riguardo a parchi eolici e fotovoltaici) sino al momento di individuazione da parte della Regione o dei Comuni delle aree idonee a tali impianti.

Ad esempio, la Giunta della Regione Umbria ha manifestato l’intenzione di introdurre limitazioni – anche più stringenti rispetto alla normativa in vigore – per l’installazione di impianti fotovoltaici su aree agricole.

La Regione Lazio, invece, aveva già adottato una moratoria nell’agosto 2021, che prevedeva la sospensione fino ad aprile 2022 delle autorizzazioni per impianti eolici e fotovoltaici in attesa che i Comuni definissero le aree classificate come non idonee: moratoria ora confermata, nonostante la stessa fosse stata nel frattempo impugnata da parte del Governo.

Anche la Regione Abruzzo ha adottato una legge che prevede un’ulteriore sospensione dei procedimenti autorizzativi per le FER sino all’individuazione delle aree inidonee, facendo slittare l’originario termine del 31 dicembre 2021 al 30 giugno 2022.

Tali leggi di moratoria/sospensione, adottate dalle Regioni, hanno accesso una vera e propria battaglia tra Stato e Regioni.

Ad avviso del Governo, infatti, tutte le leggi regionali in questione risulterebbero contrastanti, oltre che con la direttiva RED II, anche con la Costituzione e in particolare con i principi in materia di legislazione concorrente su produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia (art.117 Cost.), con quelli sull’iniziativa economica privata (art. 41 Cost.) e sulla pubblica amministrazione (art. 97 Cost.).

Infatti, le norme regionali sospendono le autorizzazioni relative ad un’attività economica che non solo è consentita, ma soprattutto è promossa e fortemente incentivata dall’ordinamento nazionale ed europeo, con ciò determinando un grave ostacolo all’iniziativa economica nel campo della produzione energetica da fonti rinnovabili di cui in questo momento storico vi è impellente necessità.

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